LA MIA PITTURA

2017

La mia pittura non nasce da intenti programmatici, né da una visione ideologica precostituita. Nasce da un desiderio forte di rappresentare e figurare. Mi appartiene come possono appartenere un modo di gestire, di vestire o di parlare. Ciò non significa che essa non mi costi fatica, o che non richieda sforzo intellettuale. Ma fatica e sforzo si esercitano su un terreno previo e antico. 

    Il desiderio di dipingere si è alimentato nell’infanzia alle immagini e alle luci di un paesaggio, quello veneto, che sempre più ho legato, col progredire dell’età, ai quadri della grande pittura. Nessun paesaggio è tanto immerso nella storia della pittura quanto quello italiano, tanto da poterlo pensare come una grandiosa e corale invenzione pittorica. Veneto dipinto e Veneto reale: mi appartengono quelle luci, quei rossi e quei celesti, quegli sfondati e quei decori. E mi appartiene quella concezione per la quale la pittura vive dentro una sua propria verità, e questo non le impedisce, ma le consente di ritrovare ed incontrare il mondo. 

    La mia pittura è passata attraverso cicli coincidenti con temi diversi: ad esempio i paesaggi, gli interni, le nature morte, le figure, le case, le città. I cicli corrispondono alle mie mostre principali. Dipingere è per me parte di una ricerca personale della felicità. È un fatto che riguarda solo me stessa, i miei pensieri, le mie mani. Leonardo diceva che solo chi è solitario è veramente se stesso, e in questa affermazione mi identifico e mi riconosco. 

Da scritti diversi ricomposti nel 2017.