FIGURE

Per un periodo lungo non ho dipinto figure umane,

ma rappresentato un mondo vuoto di persone.

Poi sono ritornate nei miei quadri,

ma attraverso un  filtro fortemente soggettivo.

Prima in forma di sogno, dentro barche galleggianti nel blu

e con vestiti intensamente colorati.

Poi in forma di maschere e guerrieri,

nascosti nei visi o chiusi dentro corazze e ferro.

Infine come ombre di persone volate via nel grigio. 

I.C., 2017

MASCHERE

Mi ha spinto a dipingere figure una pressione esterna 

che mi è difficile spiegare.

È quella degli eventi e dei drammi 

da cui siamo assediati

e di cui in continuazione 

giungono le immagini e il frastuono. 

Sono guerre, disastri, esodi, naufragi, scontri di piazza, grandi e piccoli delitti: 

e con essi i tentativi dei singoli di proteggersi e salvarsi. 

Le corazze servono a difendere e rendono sagome gli uomini. 

Le maschere e i mantelli li nascondono dietro un mondo di apparenze. 

Le madri stringono i bambini al petto. 

La pittura è densa di materia, i colori irreali, le superfici a macchie. 

I.C., 2007

OMBRE

«Tre volte mi avvicinai: l’animo mi spingeva a stringerla;

tre volte volò via dalle mie mani, simile a un’ombra o a un sogno:

e a me un dolore acuto nacque più forte in fondo al cuore»

(Odissea, XI, 206-208)

Si vorrebbero stringere persone e sono ombre.

Affiorano figure dal passato e sono nebbia di ricordi.

C’è un angelo grigio che cammina vago e preme il cuore.

I.C., 2017