L’AZZURRO

2000

Ma ciò che ricordo soprattutto è il tuo azzurro, che ora mi invade. 

Trasparente, avvolgente e fragrante, mi sembra che sia il colore 

che meglio corrisponde all’intonazione poetica 

della tua avventura nel regno dell’arte.

Mario De Micheli, 1993

È vero, l’azzurro è il mio colore. È anche il colore con cui identifico la Grecia. Tra cielo e mare sorgono pietre color ocra e color rosa e gruppi di case bianche. Una terra che mi è vicina e i cui colori sono da sempre colori della mia tavolozza. 

    In questa mostra di Atene espongo trentasei quadri grandi e piccoli, frutto di un anno di lavoro. Sono in continuità con la ricerca dell’ultimo periodo sui temi dell’architettura, ma ora in rapporto più forte con la natura e col paesaggio. Ricordi di luoghi conosciuti, paesaggi che emergono dai sogni, terre antiche. Terre dove il tempo non ha data, dove passato e presente si annullano nel silenzio, dove i luoghi rimangono sospesi tra il reale e il mito. Dopo la trasparenza e la rarefazione dei colori veneti della prima giovinezza, ho scoperto l’intensità e la solarità di quelli greci. Nel passaggio dagli uni agli altri, v’era uno spostamento verso l’assoluto, verso una sospensione metafisica delle cose. 

    Ho da tempo iniziato a disegnare oggetti d’architettura. Gli oggetti sono volumi solidi, figure decantate, cristalli puri, tende cariche di colore. L’architettura rappresenta l’artificio, l’invenzione umana, il prodigio della geometria, ma essa costituisce anche un’eredità e un «mondo trovato», una natura seconda che si è sovrapposta e contrapposta a quella primigenia. Come nei paesaggi di Grecia, l’ho riportata alle sue idee costitutive e alle sue figure originarie, cioè ai suoi archètipi. Come nei paesaggi di Grecia, l’ho sospesa in un quadro naturale a sua volta carico di figuratività, dove monti e rocce costituiscono un mondo potentemente plastico.       Ho cercato un accordo tra pietre e costoni, tra monti brulli e grandi spacchi, tra cubi delle case e specchi d’acqua. Mare e acqua sono da sempre presenti nel mio lavoro e costituiscono «l’altro azzurro» o «l’altro blu» rispetto a quello del cielo. 

dal catalogo della mostra di Atene e Salonicco, Le opere il mare, 2002